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Principali organi istituzionali   Informazioni generali
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Principali indicatori macroeconomici

Indicatore 2003 2004 2005 2006
PIL Prezzi correnti (miliardi di Rmb) 13,639.9 16,028.0 18,670.1 21,433.3
Prezzi correnti (miliardi di US$) 1,647.9 1,936.5 2,278.3 2,688.1
Tasso di crescita reale (%) 10.0 10.1 10.4 10.7
Inflazione % 1.2 3.8 1.8 1.5
Bilancia commerciale
Esportazioni (Fob) 438.3 593.4 762.5 970.9
Importazioni (Fob) -393.6 -534.4 -628.3 -793.5
Saldo 44,7 59 134,2  
Tasso di cambio Rmb/US$ (media annuale) 8.28 8.28 8.19 7.97
Riserve internazionali (milioni di US$ - escluso l’oro) 408.2 614.5 821.5 1075.6
Fonte: Economist Intelligence Unit: Country Report marzo 2007


Rischio paese

La SACE colloca la Cina nella categoria OCSE 2 su 7 (dove 0 rappresenta il rischio minore e 7 il rischio massimo).
Condizioni di Assicurabilità: Nessuna Restrizione (apertura per tutti i tipi di operazione).
Aggiornamento: aprile 2007


Rating

Standard and Poor’s A
Moody’s A2
Fitch A


Origine del PIL per settore (%)

Origine del PIL per settore (%) 2005
Primario (industria) 12.5
Secondario 47.3
    di cui industria 41.8
    di cui costruzioni 5.5
Terziario (industria) 40.3
Fonte: Economist Intelligence Unit: Country Report marzo 2007


Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti esteri bilaterali

Interscambio Italia - Cina Trend 2005-2004-2003 2005valore in € 2004valore in € 2003valore in €
Esportazioni 4.605.437.046 4.448.350.832 3.850.300.027
Importazioni 14.130.801.066 11.828.405.433 9.552.781.166
Saldo -9.525.364.020 -7.380.054.601 -5.702.481.139
Fonte dati Istat Gen-Dic 2005 (agg. 01/06/2006)

In base ai dati ISTAT, nel primo semestre 2006 l’interscambio commerciale bilaterale italocinese e’ stato pari a 11,2 miliardi di Euro (equivalenti a 13,7 miliardi di dollari), in crescita annua del 24,6%, mentre il deficit italiano ha registrato un rallentamento della crescita del 6%.
Nel primo semestre di quest’anno il disavanzo commerciale dell’Italia verso la Cina e’ stato di 5.740 milioni di euro,  un incremento del 24%, laddove nel corrispondente semestre 2005 il deficit italiano era cresciuto del 30%.

Sempre in base ai dati ISTAT ha contribuito a tale risultato l’andamento decisamente brillante delle esportazioni italiane che, pari a 2,7 miliardi di Euro (3,3 miliardi di dollari), hanno registrato una consistente espansione annua di oltre il 25% (nel corrispondente semestre 2005 tale flusso commerciale aveva registrato una crescita del 4,6%); principali voci dell'export italiano sono il settore dei macchinari per il 43% e quelli dei metalli e degli apparecchi elettrici, entrambi per il 10%.

Nel primo semestre 2006 l’Italia ha importato dalla Cina merci per un equivalente valore di 8,4 miliardi di Euro (10,4 miliardi di dollari), registrando una crescita del 24,4% rispetto al corrispondente semestre 2005.

Le principali voci merceologiche delle importazioni dalla Cina sono il settore delle apparecchiature elettriche, quello dei macchinari e quello dell’abbigliamento, accessori e altri manufatti tessili, che hanno inciso rispettivamente per il 16,6%, il 12,7%, ed il 12,6%.

Il trend di crescita della bilancia commerciale italo-cinese viene confermato anche dai dati forniti dall’Ente Nazionale di Statistica cinese, in base ai quali nel periodo in esame l’interscambio commerciale bilaterale italo-cinese ha registrato una crescita del 23,6%, grosso modo in linea con quella (25,1%) nel corrispondente periodo 2005.

Dall’osservazione dei medesimi dati emerge un’accelerazione nell’incremento delle nostre esportazioni ed una significativa riduzione della crescita delle nostre importazioni, che permane tuttavia più rapida di quella del nostro export; dall’andamento dei due flussi deriva un saldo a favore della Cina, la cui crescita annua (+42%) risulta praticamente dimezzata rispetto a quella registrata nel primo semestre 2005.

Anche per il primo semestre dell’anno in corso le principali voci merceologiche delle esportazioni verso il paese asiatico risultano essere i macchinari, che da soli incidono per oltre il 54% e che, nel periodo in esame, sono stati esportati per 2.161 mln di USD, in crescita annua di quasi il 20%; seguono i metalli comuni per il 9,1% (363 mln di USD, in diminuzione del 22,7%), i prodotti chimici (8,2% per un valore di 325 mln di USD, in aumento annuo del 29%), la pelletteria (7%) ed il settore tessile (6,5%).

Per quanto riguarda la posizione dell’Italia tra i paesi fornitori comunitari, nel periodo in esame essa viene confermata al terzo posto dopo Germania e Francia.

Principali componenti delle importazioni dalla Cina sono il settore dei macchinari (28,7% per un valore di circa 2.120 mln di USD, in crescita annua del 26,9%), seguito dal tessile (21%, pari a 1.553 mln di USD, in aumento del 14,7%), dai metalli comuni (14,7%, per un valore di circa 1.088 mln di USD, in aumento del 67,9%) e dai prodotti chimici (5,2%). Sempre in base ai medesimi dati, anche nel primo semestre 2006 l’Italia ha mantenuto la sua quarta posizione tra i clienti europei della Cina dopo, in ordine, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.

Dal confronto dei dati ISTAT e dei dati ufficiali di fonte cinese emerge per il primo semestre 2006 un comune trend di crescita dell’andamento generale dell’interscambio commerciale italo-cinese.

Fonte: Rapporto congiunto ICE/MAE I semestre 2006